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INTRODUZIONE

L'idea originaria del progetto Scavi Aperti fu concepita dall’Associazione Culturale Michelemmà nel 1997 in occasione della stagione teatrale della Sala in Via Orfeo 12 di Bologna, gestita dalla stessa Associazione, per l’estate dell’anno successivo.

Già da allora l’interesse primario di Michelemmà era quello di creare una solida collaborazione tra artisti di diversa provenienza geografica e culturale e favorire un vero e proprio scambio tra varie discipline. L’idea raccolse l’entusiasmo di uomini di cultura, tra i quali musicisti come Eugenio Bennato e Franco Battiato, e questo diede un’ulteriore spinta nell’arricchimento del progetto.

Purtroppo a causa di mutamenti interni, l’Associazione si vide costretta ad accantonare temporaneamente il progetto per dare spazio alla soluzione di questioni in quel momento prioritarie.

Oggi, consolidato il direttivo dell’Associazione, i lavori di Scavi Aperti sono ripresi con rinnovata determinazione e in un clima culturale più propizio.  

IL PROGETTO

Con Scavi Aperti l’Associazione Michelemmà intende presentare un grande concerto-spettacolo di carattere etnico, diviso in due serate, basato sulla contaminazione non solo di musiche diverse ma anche di generi diversi, ovvero di discipline artistiche tese a valorizzare i contenuti della musica.

L’idea è proporre una diversità di linguaggi espressivi creando, attraverso nuovi modelli di interazione, una produzione artistica di respiro internazionale e un terreno comune di confronto tra diverse culture.

I gruppi che si esibiranno in ciascuna serata offrono proprio un esempio di ricerca di radici comuni tra le tradizioni culturali della regione alla quale appartengono e la musica di altre culture: la Rosso Band, che ha le sue radici nella melodia popolare partenopea e le miscela con strumenti e vocalità dell’Africa Australe  , e i Sun, che recuperano la tradizione musicale siciliana fondendola con le musiche barocche di Alessandro Scarlatti e con le improvvisazioni del jazz sound.

Ad accompagnare questi gruppi saranno le scenografie viventi realizzate da alcuni allievi dell’Accademia di Belle Arti di Bologna sotto la guida del Professor Enrico Manelli, docente di Scenografia della stessa Accademia, rielaborazione creativa e filo conduttore delle esibizioni degli artisti saranno gli intermezzi teatrali realizzati dal regista di Michelemmà Massimiliano Farace.

 

Questo evento è l’anticipazione di un progetto più ampio che Michelemmà ha in cantiere. Scavi Aperti, infatti, si propone di collocare la tradizione regionale italiana in un più ampio contesto multietnico.

Sarà una manifestazione itinerante che, nei prossimi anni, vedrà come protagonisti artisti quali i musicisti citati sopra, e altri che si vorrebbe coinvolgere; sarà presentata infatti in diversi comuni del territorio nazionale avendo comunque il pregio di essere nata in una città culturalmente attiva come Bologna.

Il progetto Scavi Aperti, sottoposto all’attenzione dell’Assessore alla Cultura di Benevento Nazareno Orlando, è già stato inserito nella rassegna Estate Beneventana  sotto la direzione artistica di Maurizio Costanzo.

 

I PROTAGONISTI

Fin dai primi anni di attività, l’Associazione Culturale Michelemmà ha instaurato rapporti con strutture che operano su tutto il territorio nazionale: teatri, laboratori, cooperative di artisti, società di promozione, etc. Da sempre, infatti, L’Associazione ha avvertito l’esigenza di collaborare con esse per promuovere il ricchissimo sottobosco artistico-culturale italiano. Proprio per questo Michelemmà si è avvalsa della collaborazione di numerosi registi, compagnie teatrali e formazioni musicali meritevoli d’attenzione per le loro proposte di notevole livello qualitativo.

Questa premessa è necessaria per comprendere l’importanza del progetto presentato, la compattezza dei suoi contenuti e la forza espressiva del terreno su cui Michelemmà opera.

Gli attori di Michelemmà accompagneranno i Sun in diversi dei loro brani musicali, in modo da dare maggiore impatto comunicativo all’intero spettacolo. Il coordinamento della performance, seguito dal regista Massimiliano Farace, si inserisce  bene nella filosofia che accompagna il lavoro del gruppo palermitano, da sempre interessato alle contaminazioni musicali. I Sun, infatti, hanno realizzato un intero cd rivisitando e interpretando, in maniera non filologica, alcune celebri pagine che il compositore barocco Alessandro Scarlatti compose per clavicembalo, dandone una libera rilettura nello spirito delle più moderne correnti musicali; alcune di esse verranno eseguite proprio in occasione dell’evento bolognese.

Allo stesso modo il Professor Enrico Manelli, docente di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha selezionato e coordinato dieci allievi, tra i più meritevoli dell’Accademia, per realizzare le scenografie viventi dell’esibizione della Rosso Band. Il gruppo napoletano, fondato dal musicista Tonino Mauriello dopo un suo “apprendistato” in Africa, si avvale oggi anche della collaborazione di artisti africani affermati nel mondo della musica miscelando le melodie popolari partenopee ai tradizionali ritmi musicali dell’Africa appunto.

Gli allievi-scenografi hanno realizzato le scenografie viventi in collaborazione con lo stesso Mauriello cercando di rappresentare l’anima di queste due culture e le loro profonde connessioni. Il progetto, elaborato dal regista Massimiliano Farace in linea con le ricerche artistiche svolte negli ultimi anni, consiste nel fare interagire in tempo reale con la band le scenografie create dagli allievi. Bravi i giovani dell’Accademia nel rispondere a questa difficile richiesta.

OBIETTIVI

La direzione che Michelemmà ha intrapreso fin dall’origine del progetto di Scavi Aperti è quella della contaminazione dei generi artistici e culturali.

Nato alcuni anni fa sotto l’influenza delle ipotesi di un’Europa comunitaria e di un’economia globale, il carattere di questo progetto risulta oggi un percorso quanto mai necessario ed attuale in relazione al nuovo panorama geopolitico e culturale. Quello che interessa maggiormente dunque è aprire la strada ad un ampio confronto tra varie culture senza mai perdere di vista le radici e l’identità di ciascuna.

L’attenzione è centrata sui vari modi di vivere l’arte, sulla voglia di scoprire il diverso mezzo per “comunicarla” vivendo il carattere locale della manifestazione e, allo stesso tempo, dandogli respiro internazionale attraverso la miscela dei generi artistici.

La ricerca dei generi svolta dai gruppi protagonisti di Scavi Aperti e lo stesso percorso registico sono la riprova di come questo non solo sia possibile ma anche quanto mai interessante alla luce dell’evolversi dei tempi.

Dagli obiettivi artistici, infine, a quelli pratici: il progetto intende coinvolgere la città e i suoi centri di studio e di cultura, creando una comune base di relazioni per lo sviluppo di progetti ad ampio respiro che, superando barriere burocratiche e la settorialità della gestione degli eventi artistici,  possano diventare rappresentativi della koinè culturale cittadina. 

Il progetto, inoltre, offre finalmente ai nuovi giovani scenografi la possibilità di emergere e di vedere concretizzate le proprie idee sperimentando e realizzando nuove forme artistiche ed espressive.

ORGANICO

Rossoband (otto elementi)

Sun (sei elementi)

Professor Enrico Manelli e dieci allievi dell’Accademia di Belle Arti

Massimiliano Farace e un attore/attrice selezionato da Michelemmà