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Diario di bordo |
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| 24/05/2003 | Cirolini? No Grazie | 21/02/2003 | NO WAR PLEASE!!! | 30/07/2002 | Ta ta boum boum: PATATRAC!! | 28/06/2002 | Aspettando… |
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Napoli,24/05/2003 Cirolini? No Grazie Passato il burrascoso inverno di bombardamenti ed invasioni varie, cerco lentamente di uscire dallo stato di shock provocatomi dall’ennesimo episodio di natura mafiosa in scala mondiale, ed ho ricominciato ad organizzare la nuova stagione concertistica. Ho così partecipato ad alcune manifestazioni tra cui qualcuna in collaborazione con Amref Italia e Green Peace che al momento figurano tra le poche organizzazioni internazionali a non sottostare ai comandamenti supremi mondiali imposti dagli U.S.A. Tra tutte le apparizioni, spiccano le registrazioni televisive presso una emittente locale partenopea che hanno contribuito notevolmente a rendere il mio volto in città più comune che mai, a darmi insomma un po’ di quella notorietà cui ogni artista ambisce all’inizio dei suoi progetti. C’è già qualcuno che per strada, riconoscendomi, fa domande circa le mie composizioni musicali, la loro natura, il loro messaggio, addirittura c’è chi chiede il famigerato autografo pensando di arricchire la propria collezione in merito, ma creandomi sicuramente una situazione di estremo imbarazzo (non sono tanto abituato). Comincio così ad esportare il mio prodotto fuori dalle “mura domestiche”, a chi non mi conosce per niente, ma che è pronto ad ascoltare qualcosa che, molto poco modestamente, risulta essere veramente nuovo e fresco all’orecchio dell’ascoltatore medio italiano. E comincio a pensare che forse è proprio questa la difficoltà maggiore cui sto andando incontro, cioè quella di proporre un prodotto che non ha ancora una sua collocazione precisa. Quando rispondo che si tratta di “World Music”, la reazione è quella un po’ comune a tutti. Incredulità e stupore soprattutto in quanto qui in Italia, ma soprattutto al Sud, non è ancora presente un vero movimento di interscambio tra le varie musiche etniche del pianeta. Per molti puoi fare la “World” solamente se hai la pelle nera o quantomeno se hai origini almeno sub equatoriali o ti esprimi in una lingua non convenzionale. Dovrò lavorare duramente per poter imporre il mio progetto che, come per tutte le novità, è sottoposto all’incomprensione di molti ed al rifiuto di pochi (fortunatamente) che, nella mia città soprattutto, hanno abbracciato a tutto campo il filone “neo melodico”, che rappresenta per me la più grande involuzione della musica partenopea degli ultimi cinquant’anni. Prodotti musicali scadenti accompagnati dai testi dei brani a dir poco “patetici”!! Volti e fisici da copertina gli interpreti, che però non riescono a nascondere l’appartenenza a quel substrato culturale contro cui combatte chi invece vuol dare una vera impronta internazionale alla città, e che a fatica, cerca di uscire dal ghetto del provincialismo e dell’isolamento culturale dovuto proprio all’imperversare di personaggi mediocri che ancora oggi conducono le regole del gioco nel campo della musica e dell’arte in genere, che con la forza di soldi presi chissà dove, impongono alla massa, il popolo dei Masaniello, prodotti che non hanno né capo né coda, riuscendo a dare alla mia città un volto che probabilmente non gli è mai appartenuto nemmeno nel passato più decadente di tutta la sua storia artistica!! Quello che più mi colpisce di ogni altra cosa però non è tanto lo squallore del prodotto offerto, quanto il numero dei seguaci, il pubblico, che alimenta tutto ciò. La quantità di adepti è veramente impressionante, la qualità un po’ meno. Mi spiego. Sono stato presente a qualche manifestazione dove c’erano le esibizioni dei “neo melodici” (non ho ancora capito perché li chiamano così) ed ho potuto misurare di persona la qualità degli spettatori, che era tra l’altro la cosa che più mi interessava. Tutti giovani tra i quindici ed i venti anni provenienti generalmente da quartieri popolari di simile natura, ma soprattutto tutti con un identico look: capelli attaccati alla testa come fossero incollati da chissà quale sostanza; occhiali da sole, anche se si è in notturna, a mo’ di saldatorista; scooter dell’ultima generazione che al momento dello spettacolo serve anche a far da sedia (lo si posiziona in genere fin sotto al palco facendosi largo a suono di clacson fisso o intermittente veloce); fidanzatina al seguito abbigliata come sopra con la differenza per l’ombelico, che è rigidamente scoperto e corredato obbligatoriamente da pearcing, e per le parti anatomiche “formose” anteriori e posteriori che devono essere rigorosamente poste in evidenza. Sono queste le caratteristiche comuni dello spettatore medio di questi eventi. Così, vedendoli tutti esageratamente uguali mi è venuta l’idea di etichettarli con lo stesso nome: i Cirolini e le Ciroline (appellativi che derivano dal nome proprio di una fra le tante “stars” predilette dalla generation in questione)!! Mi si accuserà d’invidia probabilmente, in quanto il pubblico suddetto partecipa veramente numeroso a queste manifestazioni, ma vi assicuro che l’unica invidia che provo è verso il loro numero perché per la loro qualità……!! Quindi come dice l’intestazione dell’articolo di oggi: Cirolini? No grazie!! Preferisco i miei pochi ascoltatori di qualità a queste masse omogenee di dubbia sostanza e sensibilità artistica. E così adesso i miei denigratori saranno ancora più numerosi, ma va bene così. Tutto questo fa parte della libertà cui non ho mai rinunciato e mai rinuncerò, nemmeno per far contento qualcuno della stampa locale che ancora continua a trattare la sub cultura colorata come un mezzo per fare “audience” senza sottolineare invece la negatività dell’immagine che esportiamo a livello nazionale ed internazionale sponsorizzando questo tipo di prodotti sinceramente molto scadenti!! _____________________________________________________________ Napoli,21/02/2003 NO WAR PLEASE!!! Questi sono giorni in cui mi riesce davvero difficile parlare di musica. Soffiano forti i venti di guerra. Ci saranno ancora destabilizzazioni sulla terra. Dovremo rassegnarci pare e contare nuovamente morti che serviranno solamente a riempire le pagine dei prossimi libri di storia……… Già, la storia… A quanto pare non ci ha insegnato un bel niente!! C’è ancora troppa gente in giro che pensa che con la forza, la prepotenza economica e lo strapotere bellico si possano stabilire le “regole del gioco”. Ma di che gioco e di quali regole si parla!! L’unico gioco, sarà quello al massacro! Le regole? Saranno quelle “solite” delle guerre!! Così in barba alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale che manifesta il proprio dissenso, e meno male, ci prepariamo ad assistere, “forse”, all’ennesimo conflitto tra Davide e Golia. Il forse è d’obbligo in quanto noi comuni “civili” non conosciamo il tipo di reazione che potrebbe avere il piccolo Davide se si vedesse costretto a sguinzagliare per il mondo i suoi adepti armati di intrugli chimici per difendere la propria terra colpevole forse solo di essere erogatrice di tanto petrolio. Saremo chiamati tutti in questione. Anche chi crede di guardare lo “spettacolo” solo dalla televisione! Si instaurerà uno stato di allarme massimo in tutto il mondo che probabilmente non avrà precedenti e seguiti eguali. La mostruosa macchina bellica è già in azione da tempo e non si vede l’ora di poter utilizzare gli ultimissimi progetti delle industrie più floride e redditizie: …quelle degli armamenti!! Ne sono stati costruiti talmente tanti negli ultimi dieci anni che adesso si ha l’esigenza di “smaltirli” per fare spazio ai nuovi!! Mi fa schifo tutto ciò!! Non si può pensare di poter dirottare tutto il mondo dentro quelle “regole” stabilite da un assillante ed invecchiato Occidente sull’orlo tra l’altro, di una profonda crisi d’identità. Non si può pensare di invadere culture, razze e terre solo perché “deboli prede”, farne razzie, per poi lasciarle quando non hanno più niente da offrire o addirittura impadronirsene spudoratamente sempre in nome della massima arroganza! Non può essere questa la cultura del millennio appena cominciato. Tutti dobbiamo lavorare profondamente per poter sviluppare una vera cultura pacifista fatta di tolleranza rispetto e solidarietà nei confronti di chi ha la sua unica sfortuna che è quella di nascere in luoghi “maledetti”. La mia chitarra, ignara, forse, riposa nella sua custodia… _____________________________________________________________ Napoli,30/07/2002 Ta ta boum boum: PATATRAC!! Ciao amici come va? Spero per voi bene. A ma invece un po’ meno in quanto quello che doveva essere non è stato. Mi spiego. Dovevo essere qui a raccontarvi di come era andata la serata conclusiva del Neapolis Festival, del concerto insomma, che a dire anche dei quotidiani cittadini di domenica 28 luglio, avrebbe visto la partecipazione della Rosso Band in quanto degna dell’apertura allo spettacolo di Youssou N’Dour. NIENTE DI TUTTO QUESTO!! La mia band è stata esonerata dall’incarico a pochi giorni dall’evento per “questioni organizzative” è stato detto. Ma a chi? A che ora? Nemmeno la stampa era stata avvisata, tanto che il sottoscritto ha dovuto organizzare un vero e proprio tam tam cittadino per poter avvisare il mio piccolo pubblico della mia non partecipazione alla serata aggiungendo così il danno alla beffa, dovendo telefonare personalmente e smentire la notizia fresca fresca riportata sui giornali il giorno prima!! Ma vi spiego meglio come sono andata le cose. Com’è ormai arcinoto, Youssou N’Dour ha dovuto rimandare il suo concerto, inizialmente previsto per il 7 di luglio nell’area dell’ex Italsider di Bagnoli a Napoli, per i festeggiamenti del suo paese alla nazionale che aveva ben figurato agli ultimi mondiali di calcio. Si è deciso così di spostare la data ed il luogo della manifestazione. Così il giorno era diventato il 29 luglio, il luogo, ahimè, gli spalti del Maschio Angioino. La cosa è cominciata a diventare complicata quando la manifestazione si è dovuta spostare nell’area gestita in quel momento dall’associazione Sigbloom di Napoli impegnata nella sua manifestazione “Lo sguardo di Ulisse”. Dico tutto questo in quanto con tale associazione, non più tardi di due anni fa, c’era già stato un equivoco. Infatti dopo avermi ingaggiato, e pagato, rifiutarono di farmi salire sul palco relegandomi con i miei tredici musicisti con cui avevo preparato allora la scena, su di una pedana alta cm. 20 e larga m. 2x3. Ovvia fu la mia rinuncia ad esibirmi in tali pietose condizioni e così se la sono legata al dito ed alla prima occasione eccoli al contrattacco. Si sono scusati dicendo che non avrebbero potuto ospitare tutti i gruppi in cartellone perché hanno l’obbligo di chiudere entro la mezzanotte e non ci sarebbe stato il tempo necessario per l’esibizione di tutti e così hanno ben pensato di suggerire all’organizzazione artistica, all’oscuro delle loro manfrine, di eliminare qualcuno a caso. Così:”Fuori la Rosso Band”. Ecco così spiegato il titolo del mio articolo di oggi: -ta ta boum boum = patatrac!! Annunci con fanfare e tanto di conferenza stampa con partecipazioni politiche illustri, pubblicità su manifesti che hanno giganteggiato in città per un mese intero, quotidiani che si sono sforzati di riportare la mia presenza fino all’ultima ora non sono bastati per poter farmi salire su quel palcoscenico. Non appena si è spostata la scena e si è trasferita nelle mani di chi non doveva mai capitare, si è rotto l’incantesimo. Ringrazio così pubblicamente l’associazione culturale Sigbloom, sempre tanto attenta alle realtà locali, di non avermi dato la possibilità di esibirmi in concerto, che si sarebbe tenuto, tra l’altro, a titolo completamente gratuito!! Ma dicette ‘o pappece vicino a’ noce:” Damme ‘o tiempo ca te sportosa”!! Chi capisce capisce, chi non capisce non capisce!! Così andiamo avanti lasciando alle spalle l’ennesima vicenda di malaffare alla napoletana per preparare uno spettacolo che si terrà a Bologna il giorno 8 agosto ai “Giardini Margherita” nell’ambito del programma comunale delle serate estive. Sarà un concerto della Rosso Band ad aprire una manifestazione dell’associazione culturale Michelemmà di Bologna che si chiama “Scavi Aperti”. Faranno da sfondo alla nostra esibizione gli allievi dell'accademia di Belle Arti di Bologna appunto che, con il prof. Enrico Manelli, hanno organizzato dei flash scenografici che cambiano di volta in volta a seconda del messaggio di quel testo o di quel particolare tipo di arrangiamento di quell’altra canzone. E’ la prima volta che mi cimento in questo tipo di spettacolo diciamo così “interattivo”. Sono molto curioso su come reagirà il pubblico a delle nuove sollecitazioni. E’ la prima volta per tutti però, regista compreso, il caro amico Massimo Farace che sta profondendo tutte le sue energie per questo progetto, per cui la voglia di ognuno di noi contribuirà sicuramente alla buona riuscita degli spettacoli in programma. Parlo al plurale in quanto all’interno di questo progetto c’è anche un gruppo siciliano, i Sun, che hanno il loro progetto musicale imperniato sulle musiche di Alessandro Scarlatti mescolate con il jazz sound lasciando sempre trapelare però le origini siciliane. Da seguire con attenzione quindi anche questo nuovo progetto della classic-jazz-pop band siciliana. ….che Dio ci benedica…..TUTTI!!! _____________________________________________________________ Napoli,28/06/2002 Aspettando… Il destino dunque è l’invenzione dei fiacchi e dei rassegnati. Ed aveva ragione il caro Silone. Anch’io propendo per questa tesi e probabilmente senza di essa non sarei qui a parlare con voi. Sono sicuro che ognuno di noi sia capace di formare quello che poi chiama destino se le cose vanno male. E no miei cari, il destino è qualcosa per cui si lavora duramente in ogni momento della giornata, a qualsiasi prezzo, pur di incanalare quella che si è decisi fosse la via maestra. Altro che “attendere” che il destino si compia. Senza la nostra influenza sulle cose non si compie proprio niente. Il destino ce lo costruiamo esattamente con le nostre mani, con i nostri gesti quotidiani ed i nostri pensieri, con i nostri movimenti e anche con la nostra alimentazione se volete. Ed ho scelto questa frase per iniziare la pagina perché è una mia costante quella di voler sempre "direzionare" le cose a mio piacimento, di non mollare mai davanti ai primi intoppi, di guardare sempre avanti, nella direzione dove mi sono posto il traguardo, e non lascio mai nulla di intentato…ecco il mio destino!! Ma adesso non voglio più annoiarvi con queste storie seriose, ed allora eccomi qua a scrivere per voi dopo un lungo insistere da parte del mio web master, al secolo Antonello Danaro, napoletano trapiantato a Roma e fratello d’adolescenza. Apro così una nuova pagina, dove di tanto in tanto vi racconterò dei miei pensieri e di qualche particolare curioso inerente la ormai mitica Rosso Band. Cominciamo dunque dalle ultimissime peripezie che hanno portato ad una piccola rivoluzione all’interno della Band. Non suona più con noi Alessandro Buontempo. Il bravo bassista che finora aveva accompagnato la Band abdica a favore di Ivano Reale, contrabbasso, per motivi di studio. “Non ce la faccio con il tempo” ha dichiarato dopo l’ultimo concerto e così si è congedato. Altra defezione è quella di Tonino Moscariello, flauto dolce, il quale dopo anni di fedele stima nei miei progetti lascia per non meglio chiariti “altri interessi”. E qui la frase del destino è quanto mai appropriata!! A Napoli c’è un proverbio che dice: “Se chiude ‘na porta, ma s’arape nu purtone”. Cosa vuol dire? Cerco di spiegarmi meglio. Con la perdita del mio flautista storico credevo dovessi abbandonare l’idea di poter suonare dal vivo con un flauto ed invece mi ricordo di un caro vecchio amico di scuola, oggi divenuto il Professore Ciro Scala. Alla prima chiamata che gli faccio, non sembra siano passati quasi venti anni dall’ultima volta in cui ci siamo incontrati, ed è subito feeling. Quel feeling che ci contraddistingueva durante il periodo del liceo quando invece di scendere dal bus alla fermata della scuola si proseguiva fino al vicino bosco di Capodimonte, teatro dei nostri filoni. Lì ho iniziato ad apprezzare le sue idee in tema di musica. Suonava la chitarra all’epoca ed era la colonna sonora di tutte le nostre mattinate trascorse al sole nei giardini del Palazzo Reale. Ecco il portone che si è aperto! Adesso collaboriamo professionalmente al mio ambizioso progetto musicale e lui ne è veramente entusiasta. Lo eccita l’idea di poter collaborare alla mia causa musicale. Gli piace la mia musica, lui che viene da studi classici….per me sarà un onore averlo sul palco al mio fianco!! E adesso passiamo ad analizzare gli ultimi momenti che vivo con una non piccola trepidazione aspettando il 7 luglio, giorno in cui mi esibirò al Neapolis Festival in una serata che è destinata a diventare storica per quello che mi riguarda. Suonare in anteprima ad una stella mondiale come Youssou N’Dour non è cosa di tutti i giorni ed io ovviamente vivo tutto ciò con enorme emozione!! La Band è ormai a posto. Abbiamo raggiunto grossi equilibri musicali e cominciamo anche ad essere più affiatati. Ciò mi consola non poco visto l’impegno gravoso ormai imminente. E’ inutile dirvi che ogni volta che penso a quel palco la tachicardia prende il sopravvento ma allo stesso tempo sono consapevole del fatto che non mi sarà permesso sbagliare, per cui sono molto concentrato! Ragazzi, questi sono treni in corsa da prendere al volo!! Avrò 30 minuti per mettermi in mostra. Saranno 30 minuti tirati fino allo stremo delle forze, per ripagare a tutti la fiducia che mi è stata accordata affidandomi una parte in una serata importante come questa. Alla prossima….Rosso!! _____________________________________________________________ |