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Stefano Prestisimone
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FRANCESCO BARDI
Alla sua terza finale del Premio Benjamino Esposito, Gigi Brunetti ce l’ha fatta
e non riesce a contenere la gioia. Anche perché per Gigi l’ex pirata
dell’Orchestra Italiana non è un nome qualunque: ricorda bene gli incontri con
lui, le chiacchiere a via Torrione Sammartino, le discussioni sulla vita e sulla
musica, «di genere umano». Cantautore napoletano segnalatosi anche a Recanati,
Gigi vince la terza edizione della rassegna promossa da Ida Esposito con «Rane»,
canzone obliqua e curiosa, soprattutto negli scatti testuali e vocali, che ha
convinto la giuria presieduta da Adriano Fabi.
Il Premio Benjamino Esposito cresce, ma non riesce ancora a fare breccia tra le
proposte più interessanti della nuova musica italiana: originalità, ironia e
contaminazione sono le caratteristiche di quel nuovo suono che Beniamino
Esposito ha ricercato come rocker, jazzista, «popper», sassofonista, cantante,
chitarrista, autore... Sotto questo aspetto la cosa migliore della serata,
l’unica che mostri un minimo di originalità, è Rosso, secondo con «Canto pe’ te»
ed il suo sound afronapoletano. Terzo, con «Il sogno di Lisbona», il sedicenne
degregoriano Andrea Cassese. Targa di Radio Kiss Kiss Italia a Daniele Parozzani,
con la sua «Credo» a metà strada tra Carmen Consoli e Alan Morissette in salsa
da fm. E targata Kiss Kiss è stata l’intera serata, condotta dal brioso Pippo
Pelo e dalla sensuale Simonetta De Chiara Ruffo.
Applausi per gli altri concorrenti (Alex Gagliardi, Paola Cardone,
l’affascinante Sara Funaro, gli Ammen, Alfredo Minucci), e gli ospiti (Bisca,
Peppino Di Capri ed i vincitori della scorsa edizione Levia Gravia), ma
soprattutto per Renzo Arbore, testimonial eccellente del premio, che ha voluto
con sè sul palco il piccolo Giordano Esposito.

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